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URBINO - Donne e spiritualità nella poesia aborigena canadese
Un appuntamento particolare mercoledì 25 maggio alle 15.30 all’Università di Urbino. Presso l’Aula del Rettorato in via Saffi, 2 avrà luogo infatti un incontro, seguito da un laboratorio di scrittura, con la poetessa Louise Halfe



Il Teatro Aenigma da sempre sensibile alle tematiche della diversità e dell’incontro interculturale, assieme all’International Theatre Center of New England e al Festival Il Porto dei poeti di Cesenatico con la direzione di Walter Valeri e Stefano Simoncelli, propone il seminario mercoledì 25 e giovedì 26 dalle 16.30 alle 18.30 condotto dalla poetessa canadese di origini Cree dal titolo “Donne e spiritualità nella poesia aborigena canadese”.

Louise Halfe è nata a Two Hills in Alberta nel 1953 e il suo nome cree è Sky Dancer. E’ cresciuta nella Riserva di Saddle Lake e si è laureata presso l’Università di Regina in Social Work (Lavoro Sociale per la Comunità). 

Nel 1990 ha avuto il suo debutto come poetessa, fino ad ora ha pubblicato tre raccolte Bear Bones and Feathers (’94), Blue Marrow (’98 e aggiornato nel 2004) e The Crooked Good (07) grazie alle quali ha vinto diversi premi e riconoscimenti nel suo Paese. Nel 2006 è stata nominata Poet Laureate del Saskatchewan, la regione da cui proviene.

 

La letteratura aborigena canadese, in particolare quella femminile, è stata trascurata troppo a lungo, tanto da essere talvolta addirittura considerata inesistente, anche se il Canada è considerato politicamente il luogo di nascita del multiculturalismo. In effetti negli ultimi tempi le cose stanno lentamente mutando. Nonostante l’atteggiamento di genocidio culturale, emanazione diretta del colonialismo come il senso di superiorità e il paternalismo da parte degli occidentali, che hanno prodotto gli stereotipi sugli aborigeni nel passato (e altre difficoltà legate alla tradizione della  letteratura orale di questo popolo e alla lingua minoritaria), l’atteggiamento purista dei critici occidentali si va affievolendo. Si aprono strade di interesse per questa cultura che mette al centro della vita sociale la spiritualità e una visione del mondo incentrata sulle donne. La produzione letteraria è esplosa. Gli autori aborigeni sono uniti dal comune tema della decolonizzazione e si posizionano all’interno del genere della “scrittura di resistenza” poiché scrivono da una prospettiva aborigena e affrontano il colonialismo in tutti i suoi aspetti e, quindi, la tradizione, l’identità, la lingua, l’appropriazione, l’assimilazione, l’autodeterminazione e la sessualità.

 

Scrivo perché amo.” dice Louise Halfe “ Scrivo per la sopravvivenza dell’essere, dei miei figli, della mia famiglia, della mia comunità e per la Terra. Scrivo per aiutare a mantenere vive le nostre storie, le nostre verità, la nostra lingua” .

 

L’iniziativa organizzata dall’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, Facoltà di Scienze della Formazione e  dal Teatro Universitario Aenigma diretto dal Professor Vito Minoia si inserisce all’interno del Progetto “Teatri e Contesti” ed è rivolta non solo agli studenti ma  anche a tutte le persone di tutte le età interessate alla poesia e agli argomenti di tipo sociale. L’incontro con Luoise Halfe di mercoledì alle 15.30 è aperto al pubblico con ingresso libero. L’iscrizione al laboratorio di scrittura è gratuita e aperta fino ad esaurimento posti. Per prenotarsi: telefono 333 1333907, mail aenigma@uniurb.it,  oppure sul sito www.teatroaenigma.it .

 

Didascalia immagine

Native child. Foto di Edward Sheriff Curtis che dedicò la maggior parte della sua vita - i ventiquattro anni che vanno dal 1906 al 1930 - alla ricerca delle origini culturali dei nativi americani. Le numerose spedizioni esplorative e documentaristiche erano tese a fermare - nei loro luoghi naturali - le immagini di un popolo il cui destino si avviava al crepuscolo.

 
25 maggio 2011

 

 

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