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> Principale / Spettacolo, mostre e attività culturali / Gentile da Fabriano e l'altro Rinascimento. Fabriano, 21 aprile / 23 luglio 2006  
L'Adorazione dei Magi

Capolavoro firmato del periodo fiorentino (1423) ed unica opera giunta intatta fino a noi, fu ordinato a Gentile da Fabriano dall’uomo più ricco di Firenze, Palla Strozzi, per la propria Cappella in Santa Trinità a Firenze ed è ora esposto alla Galleria degli Uffizi.
Questo favoloso “assemblaggio”, tipico del gusto cortese dell’epoca, fondendo realtà e fantasia, sacro e profano, rispecchia un mondo che si andava ormai dissolvendo.
Sullo sfondo domina una lunga sfilata di uomini e cavalli fra monti, valli e castelli; in primo piano la visione scenografica si fa sempre più lussuosa e culmina nell’omaggio reso al Bambino Gesù dai Magi.
E’ la rappresentazione di un mondo ricco ed elegante, fatto di annotazioni esotiche, ben spiegabile se si pensa ai gusti aristocratici del ricchissimo committente.In questa realtà dorata e preziosa si affollano uomini e cavalli, tutti completamente indifferenti dinanzi al Sacro Evento e protesi solo a fare bella mostra di sé.
Dominano la preziosità delle vesti, l’eleganza dei gesti, la cura minuziosa dei dettagli. Manca qualsiasi forma di partecipazione al significato profondo e all’implicazione teologica che la scena dovrebbe avere per la Cristianità. Contrasta con l’oro e lo splendore di questa scena la predella sottostante, divisa in tre episodi: la Natività, la Fuga in Egitto, la Presentazione al Tempio. Qui la rappresentazione è silente e solitaria; scompare ogni forma di ostentazione e dominano gli eventi. Basti scorgere la dimensione quasi “metafisica” del notturno della Natività, immersa nel mistero; o ancora l’atmosfera di attesa della Fuga in Egitto, ove un clima rassegnato e dolente ha preso il sopravvento sull’indifferenza totale della scena sovrastante.
Ultimo elemento da notare in questo capolavoro è la decorazione “floreale” dei pilastri traforati che delimitano lateralmente l’opera; è un accostamento di fiori, frutta ed erbe che trasformano Gentile da Fabriano in una specie di anticipatore di un genere pittorico successivo: la natura morta.
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