Studia all’Istituto di Belle Arti di Bologna, ma presto si trasferisce a Roma, dove entra nel gruppo umanistico romano In Arte Libertas, che ha come leader Nino Costa.
De Carolis inizia la sua attività incisoria. Di questo periodo sono Primavera (1897), Donna della fontana (1898), Concerto(1900), che si avvicinano allo spirito dei preraffaelliti, nonché numerose tempere della campagna romana, e la decorazione della villa Brancadori a San Benedetto del Tronto. Nel 1901 si trasferisce a Firenze, dove ha la cattedra di Ornato all’Accademia di Belle Arti e dove ha luogo il rinnovamento della xilografia. Questo mutamento essenziale della sua arte si evince nella decorazione del Salone dei Quattromila nel Palazzo del Podestà di Bologna. L’essere decoratore diviene in lui stile, quello stile “che rivela ogni grande artista e fonde sotto un eguale segno rivelatore tutte le diverse espressioni artistiche”.
Passato alle Accademie di Bologna a Roma, si dà ad un’attività prodigiosa per quantità e qualità nonostante la grave malattia che già lo tormenta e che lo porterà alla tomba ancora giovane. Tra le sue tante opere, dal 1908 al 1928, le decorazioni del Palazzo Provinciale di Ascoli Piceno e di quello di Arezzo, nonché la decorazione dell’Aula Magna dell’ Università di Pisa e di quella del San Francesco di Ravenna. Abilissimo xilografo esegue, primo in Italia, anche xilografie a più colori e illustrazioni per varie riviste (“Leonardo”, “Hermes”, “L’Eroica”, ecc.), nonché per le opere di D’Annunzio (La figlia di Jorio, il Notturno, ecc. ), del quale è grande amico. Importante inoltre il suo rapporto d’amicizia con il Pascoli al quale illustra numerosi testi (copertine, fregi, capolettere).
Anche nelle illustrazioni a piena pagina regala esemplari di grande maestria.
Riesce a misurarsi ad alti livelli su più fronti: su manifesti e stampe; sul versante pittorico ( si ricorda la Sala Consiliare della Provincia di Arezzo del 1922 ); e su quello della xilografia ( di grande importanza e rilievo particolare sono anche e soprattutto la Foce del 1908, il Diluvio universale che evoca la monumentalità michelangiolesca, ed in particolar modo il famoso Timone del 1910). Diviene docente all’Accademia delle Belle Arti di Roma , in via della Ripetta, a partire dal 1922. De Carolis resta uno dei maestri indiscussi in campo xilografico.
E’ anche valente fotografo: le sue immagini del litorale Piceno, fermate anche sulla tela, restano di grande valore artistico e culturale.
Onorato dell’iscrizione alle più importanti Accademie, premiato in mostre ed incontri culturali, si spegne a Roma nel 1928. Dall’ 8 settembre 1950 le sue spoglie riposano nella chiesa di San Francesco a Montefiore dell’Aso.
BIBLIOGRAFIA: R. Bossaglia, M. Mori, Adolfo de Carolis e il Liberty nelle Marche , cat. mostra Palazzo Ricci Macerata, ed. Mazzotta Milano 1999; S. Zanini, Adolfo De Carolis e la Xilografia,ed. Giroal, 2003; A. Greco, L. Dania, A. Lenzi, S. Lusini, Adolfo De Carolis Fotografo, Archivio Fotografico Toscano.
ESPOSIZIONI:Macerata 1999, Palazzo Ricci, Adolfo De Carolis e il Liberty nelle Marche; Ascoli Piceno, 2002, Pinacoteca Civica, Adolfo De Carolis - Con gli Occhi del Mito; Montefiore dell’Aso, 2004, Sala Adolfo De Carolis, Amor di Terra Natia, Montefiore dell’Aso onora Adolfo De Carolis.
MUSEI CHE CONTENGONO SUE OPERE:, Sala Adolfo De Carolis di Montefiore Dell’Aso ;Pinacoteca Civica U. Gera di Ripatransone; Pinacoteca Comunale “ A . Moroni” di Porto Recanati.