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> Principale / Spettacolo, mostre e attività culturali / Eventi e mostre / 2005 - Archivio mostre nelle Marche  
MACERATA – Una mostra racconta il ’77 trascurato
Inaugurata agli Antichi Forni L'esposizione vuole riscoprire un ’77 trascurato e sottovalutato da storici e politologi: il ’77 controculturale, il ’77 creativo, il ’77 che ha cercato di parlare un linguaggio diverso da quello della politica istituzionale.

E’ stata inaugurata alla galleria “Antichi forni” di Macerata la mostra “Spazi occupati – Spazi liberati. ’77 il futuro alle spalle”, organizzata dal Collettivo Csa Macerata e dalla Ya Basta Onluss in collaborazione con gli assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Macerata. L’iniziativa non è la solita mostra: si tratta – come hanno spiegato gli organizzatori – di un esperimento, di una scommessa nata da un interrogativo: “Si può parlare degli anni Settanta senza dover necessariamente ricondurre tutto alla lotta armata e al terrorismo?”.

 

La mostra “Spazi occupati – Spazi liberati” vuole riscoprire un ’77 trascurato e sottovalutato da storici e politologi: il ’77 controculturale, il ’77 creativo, il ’77 che ha cercato di parlare un linguaggio diverso da quello della politica istituzionale. Ma il discorso non è limitato al solo anno 1977, agli “Antichi forni” saranno esposti le immagini, le riviste, i volantini e i giornali messi a disposizione dal Centro di documentazione sui partiti politici nelle Marche contemporanee della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Macerata, nonché dall’archivio della Nuova sinistra “Marco Pezzi” di Bologna, dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio di Roma e dall’Archivio storico della Stampa Underground Internazionale Alternativa Press di Milano.

 

Inoltre, tra le splendide fotografie realizzate in quegli anni da Enrico Scuro – che con i suoi scatti ha raccontato le feste, le occupazioni, l’angoscia di un anno così intenso come il ’77 – i visitatori avranno modo di imbattersi anche nei protagonisti della “beat generation” all’italiana. Infatti, grazie all’interessamento e alla disponibilità del giornalista e fotografo Walter Pagliero, “fiancheggiatore” dei capelloni milanesi attivi tra il 1966 e il 1967, e con la collaborazione dell’assessorato alla Cultura di Carpi, la mostra ospiterà anche alcune fotografie di quella “banda giovanile” che tanto scandalizzò i benpensanti nell’Italia della fine degli anni Sessanta. Infine, non potevano mancare immagini, suggestioni e documenti prodotti a Macerata in quel periodo storico.
La mostra sarà visitabile fino al 2 marzo 2005. Affiancheranno la mostra alcune iniziative collaterali dedicate al tema della rassegna.

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