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OSIMO – E’ morto l’archeologo Gino Vinicio Gentili
L’ex soprintendente alle Antichità dell’Emilia Romagna è spirato il 29 luglio a Bologna dove abitava. Il 1 agosto i funerali nella cattedrale osimana di S.Leopardo Autone di numerose pubblicazioni e di importanti scoperte archeologiche. Tra le ultime, nel 2000, l’attribuzione della testa dell’Apollino Milani


Saranno officiati il 1 agosto alle 15.30 ad Osimo, nella cattedrale di San Leopardo, i funerali del professor Gino Vicinio Gentili, ex soprintendente archeologo alle Antichita' della Emilia Romagna, morto all'eta' di 92 anni il 29 luglio scorso a Bologna dove abitava. Gentili era nato ad Osimo e qui sara' sepolto nella tomba di famiglia del cimitero maggiore dove riposa anche il padre, noto pittore che aveva decorato molte chiese locali. Lascia i figli Lucio, Marco, Maria Cristina, Massimo e Giorgio. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere alla Sapienza di Roma ed aver perfezionato i suoi studi con un diploma di archeologia alla Scuola Italiana di Archeologia di Roma, Gentili aveva insegnato come libero docente di archeologia e storia dell'arte greca e romana presso le Universita' di Catania e di Bologna. Subito dopo la Liberazione, per un breve periodo, nel 1945 era stato eletto anche sindaco di Osimo. A Gino Vicinio Gentili, ex soprintendente archeologo alle Antichita' della Emilia Romagna appena scomparso, si devono importanti scoperte archeologiche. Dal 1946 al 1963, periodo in cui aveva assunto l'incarico di ispettore e direttore dell'Antichita' della Sicilia Orientale sono tornati alla luce i mosaici della villa romana di piazza Armerina che sono famosi per la loro bellezza, le ricerche all'anfiteatro romano di Siracusa e gli scavi ai Giardini di Naxos. Dal 1963 fino al 1979 Gentili e' stato sovrintendente della Antichita' della Emilia Romagna e tra le numeroso ricerche archeologiche e pubblicazioni da lui firmate si annoverano gli scavi nella citta' estrusca di Marzabotto nel ferrarese, l'individuazione dell'abitato di Spina, il ritrovamento dei mosaici romani a Faenza, Fazzina e Rimini, oltre agli scavi protostorici e al recupero di corredi della cultura villanoviana a Verucchio. Tra le pubblicazioni di settore molte sono state dedicate alla sua citta' d'origine ('Auximum', 'Osimo nell'antichita'', 'Il Duomo di Osimo' etc.).  Gentili si e' dilettato anche di poesia vernacolare e tra le sue ricerche piu' recenti il ritrovamento della testa dell'Apollino Milani conservato del museo archeologico di Firenze. Attraverso il calco in gesso procuratosi nel 1935 tra le statue della collezione privata del principe Barberini, nell'ottobre 2000 il prof. Gentili, attribui' la testa di marmo alla piu' piccola delle due statue greche che nel corso di una cerimonia affollata di tecnici pote' verificare e provare pubblicamente.

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