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MARCHE CULTURA - La lirica marchigiana esempio di “buona cultura”
La nota giornalista Natalia Aspesi ha dedicato alla lirica marchigiana un’intera pagina de La Repubblica. Nell’articolo, afferma l’assessore alla cultura Pietro Marcolini, viene evidenziato come le produzioni liriche delle Marche, “pur con le ristrettezze finanziarie a tutti note”, siano di assoluta qualità


“La buona cultura”. È la prima riflessione “che mi giunge spontanea – ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura, Pietro Marcolini - dopo aver letto, tutto d’un fiato, il bell’articolo che Natalia Aspesi dedica alla lirica marchigiana per un’intera pagina de La Repubblica di sabato”. Nell’articolo, afferma l’assessore, viene evidenziato come le produzioni liriche delle Marche, “pur con le ristrettezze finanziarie a tutti note”, siano di assoluta qualità. “Le istituzioni culturali e le direzioni artistiche svolgono un lavoro di eccellenza in una regione che ha saputo e voluto mirabilmente conservare oltre 70 teatri storici di tradizione. La cultura e gli eventi culturali rappresentano, pertanto, uno strumento forte di promozione dell’offerta turistica e del territorio. Le Marche, inoltre (anche se non detto espressamente, ma lasciato ben intendere), sono un qualificato modello da imitare per il resto del Paese, per come la cultura viene prodotta e sapientemente utilizzata, sia che abbia come destinatario il turista attento ed esigente, sia che venga destinata alla comunità locale per favorire un processo di crescita culturale diffusa”.

 

I giudizi espressi  da una delle più importanti giornaliste italiane, continua Marcolini, “ci lusingano e ci rafforzano nella convinzione che quella intrapresa sia la giusta direzione. Nei giorni scorsi, d’intesa e con la convinta adesione degli assessori provinciali, abbiamo dato vita a un documento programmatico che definisce una nuova architettura di sistema per l’intero comparto della cultura. Il processo intrapreso dal Governo regionale, di ammodernamento complessivo delle politiche culturali, vedrà protagoniste soprattutto le istituzioni culturali del territorio, alle quali va sicuramente riconosciuto il merito di aver creato, negli anni, realtà importanti e apprezzate. La Regione svolgerà, in stretta collaborazione con le Province e con i Comuni, un’intensa attività di coordinamento, finalizzata a una migliore razionalizzazione della spesa e distribuzione delle risorse, agendo anche quale soggetto di stimolo e di propulsione nella ricerca di canali di finanziamento innovativi e aggiuntivi rispetto alla spesa storica. La cultura, per scelta politica ragionata e convinta, è destinata a diventare elemento essenziale per la realizzazione di politiche integrate di valorizzazione del territorio regionale.

 

L’obiettivo è quello di riqualificare non solo la spesa culturale, elevando ulteriormente la già cospicua qualità artistica dell’offerta, ma anche quello di operare nell’ottica di un nuovo e più adeguato modello organizzativo complessivo, che faccia della cultura un fattore strategico di crescita produttiva ed economica della nostra regione, rispetto a molti altri settori, primo fra tutti il turismo. In questo processo vanno coinvolti tutti gli attori, pubblici e privati, che partecipano alle scelte decisive e prioritarie per promuovere la cultura come fattore di crescita civica e di occupazione qualificata. Il lavoro fruttuosamente svolto in questi primi mesi ha consentito l’avvio di questo processo di riforma che, calato fino alle radici del sistema, è destinato a produrre, senza infingimenti e ipocrisie, un reale rinnovamento nelle scelte programmatiche, nella prassi amministrativa, nei comportamenti e nei contenuti, nell’azione quotidiana di tanti soggetti, piccoli o grandi che siano. Siamo partiti dalla testa del sistema, coinvolgendo in questa vigorosa attività di riordino le istituzioni culturali più importanti e significative, ma la volontà è quella di estendere quest’azione di profondo rinnovamento a tutto il sistema, affinché la cultura diventi una vera e propria opportunità per tanti e sia un valore condiviso e portante della nostra coscienza di cittadini. Solo così riusciremo a contrastare, modificandolo, l’irresponsabile disimpegno del Governo nazionale nel campo della Cultura”.

 

16 agosto 2010

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