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ANCONA – La Regione ha incontrato il mondo della cultura marchigiano
Il mondo della cultura marchigiano e le istituzioni si sono incontrati per fare il punto sui percorsi avviati e sulle scelte operative e strategiche da realizzare su basi nuove. Al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona, su iniziativa dell’assessore regionale alla Cultura, Pietro Marcolini, erano presenti rappresentanti istituzionali e soggetti culturali che operano nelle Marche


“E’ un incontro – ha detto Marcolini – che prepara il convegno sugli Stati generali della cultura in programma a fine anno. In un quadro generale di crisi dovuto alla scure lanciata dal Governo sui trasferimenti alle Regioni, che inciderà per un 67% sui bilanci regionali, si è reso necessario creare un momento di confronto, per comprendere l’entità dei tagli e quanto questi incideranno nella programmazione culturale e, secondariamente, per porre le basi per stringere un patto comune”.

 

Innanzitutto, il lavoro fatto: il 2009 e il 2010 sono stati due anni di importanti cambiamenti nella normativa di settore; tre leggi regionali, quella sul sostegno al cinema e all’audiovisivo, quella che disciplina gli interventi in materia di spettacolo e quella sulle norme in materia di beni e attività culturali. Quest’ultima, in particolare, ha abrogato oltre 30 leggi regionali, semplificando quindi la normativa, ha introdotto un Piano regionale integrato per i beni e le attività culturali e ha costituito un Fondo unico regionale che accoglie tutte le risorse finanziarie pubbliche e private. A questo si aggiungono le opportunità segnalate nel corso del 2010 dai bandi della Regione Marche.

 

“Ora – ha continuato Marcolini – di fronte a una tempesta finanziaria che rischia di travolgerci, si impongono scelte nuove e difficili. Fondamentale sarà avviare un sistema di regia forte, più incisivo e continuativo rispetto al passato, ampiamente partecipato e coeso”.

Nelle scorse settimane la Regione ha prodotto un documento d’intesa con le cinque Province che detta le linee di indirizzo: produrre economie di scala, razionalizzare la spesa e condividere risorse e progettualità saranno gli obiettivi prioritari nel settore del teatro, della musica e del cinema, attraverso la costituzione di un organismo di coordinamento tra enti che assicuri una migliore funzionalità del sistema. Nel cinema, la Regione sosterrà l’accorpamento in una fondazione delle funzioni inerenti cinema e audiovisivi che dovrà creare le condizioni per attirare nelle Marche la realizzazione di produzioni cinetelevisive e pubblicitarie nazionali e straniere, nonché a contribuire allo sviluppo delle attività di produzione, raccolta, conservazione e diffusione di materiali audiovisivi riguardanti la storia, la cultura e le tradizioni delle Marche.

 

Tra gli altri progetti, quello del distretto culturale evoluto: un sistema di relazioni e un network operativo regionale tra soggetti pubblici e privati, articolato su base provinciale; quello sui contenitori culturali aperti attraverso borse lavoro per i giovani e quello da realizzare che riguarda l’attivazione di un servizio civico di volontariato destinato a persone culturalmente qualificate con più di 60 anni da coinvolgere in alcune attività di gestione dei contenitori culturali, quali musei e teatri; infine, il recupero di beni monumentali per la fruizione e rivitalizzazione dei centri storici.

 

Sarà prioritario, inoltre, per la Regione proporsi come interlocutore autorevole per la rinegoziazione delle risorse che arrivano al territorio, lavorando a un accordo di programma quadro con la Pubblica Amministrazione.

 

“La cultura – ha ribadito Marcolini – deve chiedere al Governo pari attenzione rispetto agli altri settori ma questa, a sua volta, deve dimostrare di sapersi adattare ai cambiamenti. I Comuni, le Province, le associazioni, devono fare i conti con gli effetti devastanti della manovra finanziaria e il rischio è che per reperire le risorse necessarie per le politiche culturali già avviate si ricorra a improbabili vertenze verso gli enti intermedi, quali la Regione, che non individuano come interlocutore il vero colpevole che è il Governo”.

 

“Alla Regione – ha detto Marcolini in conclusione del dibattito – spettano compiti di indirizzo e programmazione capaci di innescare meccanismi virtuosi di sviluppo del sistema. Stiamo cercando, in questo senso, di operare un riorientamento delle politiche regionali verso la cultura, l’innovazione e la ricerca, come avviene già in altri Stati europei. La cultura, quindi, non può essere solo parte del welfare, perché così sarebbe solo bel diletto ma deve agire come un lievito straordinario che produce effetti benefici, diventando uno dei motori di sviluppo dell’economia”.

 

(Stefania Gratti)

 

30 settembre 2010

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