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Vitali Acruto
(Porto San Giorgio 1903 – 1990) Poeta “puro” e visivo, Vitali ci lascia in pochissimi e indimenticabili versi una poesia fatta di struggenti illuminazioni in cui “echi” di Penna e “immediatezze” ungarettiane si fondono dentro una inconfondibile cadenza ritmica.


Acruto Vitali nasce a Porto San Giorgio nel 1903.

 

Figlio di un ricco industriale, si dedica al canto e alla musica a Milano. Qui conosce artisti e intellettuali dell’avanguardia lombarda e pubblica versi in varie riviste; nel frattempo viaggia molto in Europa, a Parigi e Monaco in veste di concertista (era tenore lirico).

 

Fu amico di Sandro Penna che gli riconosce il merito di averlo “iniziato” all’autentica poesia e a Rimbaud. Indissolubile e “centrale” la sua fedeltà a un altro amico, un maestro dell’astrattismo, il marchigiano Osvaldo Licini.

 

Rientra nella “sua” città verso il ’40 e la metà degli anni ’60 inizia a dipingere non lasciando mai il doppio registro che lo lega alla poesia.

 

Muore nel 1990.

 

Le poesie scritte dal 1919 al 1963 sono uscite nel 1972 con il titolo Il tempo scorre altrove (Milano, Scheiwiller); più di recente (1992) Alfredo Luzi ha raccolto e curato per La stamperia dell’arancio di Grottammare l’elegante plaquette Fuggire sempre e sempre ritrovarsi che include testi inediti o apparsi in riviste.


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