logo Regione Marche
[h]ome/ Le banche dati del patrimonio culturale / L'attività catalografica regionale / Presentazione dell'attività catalografica regionale
italiano | inglese | francese | tedesco

[Canali]
La Regione per la Cultura
Le banche dati del patrimonio culturale
Beni culturali
Spettacolo, mostre e attività culturali
Servizi per la cultura
Cinema e Marche Film Commission
Comunità Virtuale
italiano
L'attività catalografica regionale
Presentazione L'attività è promossa e gestita dal Servizio Tecnico alla Cultura

La conoscenza e la documentazione dei beni culturali rappresentano i presupposti essenziali ed irrinunciabili per ogni misura di tutela e di valorizzazione.
Disporre di informazioni analitiche e strutturate, cioè di schede di catalogo, consente di decidere consapevolmente le priorità e il tipo degli interventi per la conservazione e il restauro, le misure per il funzionamento di musei e per l’erogazione di servizi culturali; consente altresì di limitare i furti ed il commercio clandestino dei pezzi e, all’occorrenza di rivendicare la proprietà degli oggetti.

La disponibilità dei dati catalografici interessa dunque in primo luogo i proprietari dei beni culturali, tenuti dalla nostra legislazione a garantirne la conservazione, e gli istituti statali preposti alla tutela; tuttavia le informazioni desumibili dalla catalogazione interessano anche altri soggetti. Tra questi vanno annoverati in primo luogo istituti di studio e singoli studiosi, ma anche le Regioni e gli enti locali in genere non possono che essere interessati alla conoscenza ordinata e metodica del patrimonio, in ragione delle loro funzioni istituzionali in materia di promozione della cultura, ivi compresi i beni culturali, e di governo del territorio.

In maniera sempre più netta il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio attribuisce alle Regioni il compito della realizzazione sia dei sistemi informativi che consentono la conservazione ed il confronto dei dati, sia delle reti informatiche che possono facilitare a tutti gli interessati l'accesso.

LA SCHEDA DI CATALOGO DI UN BENE
La scheda di un reperto è un po’ la sua carta di identità: che cosa è essenziale specificare perché un pezzo sia conosciuto ed identificabile, sia dunque schedato? Occorrerà, ad esempio, indicare una definizione corretta e univoca dell’oggetto, la sua collocazione, le sue dimensioni. Poi entrando nel dettaglio ogni categoria di oggetti richiederà diversi tipi di informazione che ne consentano una descrizione corretta.

L’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, uno degli uffici centrali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha predisposto e continua a produrre appositi modelli catalografici, corredati da una dettagliata normativa, per far sì che le diverse attività di catalogazione, promosse da ogni parte, producano schede corrette e complete, recepibili dalla rete informatica nazionale.

Le schede più note in distribuzione fin dagli anni ’60, sebbene in seguito modificate e adattate alla gestione automatica delle informazioni sono la OA (Opera d’Arte) per la catalogazione dei Beni Storico-artistici, la RA (Reperto Archeologico) per la catalogazione dei Beni Archeologici e la A (architettura) per la catalogazione dei Beni Architettonici.

Molte altre schede sono state prodotte e sono comunemente usate: strutture e relativa normativa sono consultabili nel sito ICCD (INDIRIZZO)

Altre schede, con una sintassi omogenea a quella predisposta dall’ICCD, sono state predisposte dalla Regione Marche per categorie particolari di manufatti come gli organi (OR) o i Beni Audiovisivi (BA) e sono consultabili (INDIRIZZO)

L’INFORMATIZZAZIONE DEI DATI
Il supporto informatico appare uno strumento imprescindibile perché i diversi interventi di inventariazione e catalogazione non restino scoordinati e annullati nell'inconsultabilità di cumuli di materiale cartaceo.

Un archivio di informazioni gestito automaticamente tramite il computer è il mezzo più rapido ed efficiente non solo per catalo­gare qualsiasi tipo di informazione e poterla poi recuperare, ma anche per poter effettuare in qualsiasi momento verifiche, corre­zioni, aggiunte: un procedimento di spoglio manuale e non automa­tico, permette raramente di recuperare più informazioni contempo­raneamente e di collegarle le une alle altre sulla base di ele­menti comuni.

LA CATALOGAZIONE DEL PATRIMONIO MARCHIGIANO: IL SIRPAC
Il S.I.R.Pa.C., acronimo di Sistema Informativo Regionale per il Patrimonio Culturale, è un prodotto software concepito e sviluppato per la gestione informatizzata del materiale catalografico del patrimonio culturale della Regione Marche. E’ un software che consente di acquisire le schede dei Beni culturali e le relative immagini in una banca dati, di effettuare su tali schede attività di manutenzione e delle ricerche, anche articolate.
Il S.I.R.Pa.C. è un sistema informativo che lavora in rete: la banca dati centrale è ospitata su un server al quale si possono connettere più utenti, ubicati sia presso la sede del CRBC, sia presso altre strutture, dislocate sul territorio regionale (poli catalografici provinciali, Soprintendenze), purché connesse direttamente alla rete telematica regionale gestita dal Servizio Informatica.
La banca dati del S.I.R.Pa.C. può altresì essere consultata, in forma più limitata, da chiunque abbia un accesso ad Internet e, con maggiore completezza, da chi tramite la cessione di una password abilitata, sia autorizzato dal Servizio Tecnico alla Cultura. Il Sirpac consente ovviamente la introduzione diretta dei dati, tramite la propria interfaccia grafica, consente altresì però di acquisire automaticamente tutte le schede frutto ad esempio di una campagna di catalogazione purché siano messe a disposizione su supporto informatico (dischetto o via rete) secondo il formato di scambio ICCD.


Informazioni
Regione Marche
Dipartimento Sviluppo Economico
Servizio Tecnico alla Cultura
Via Trieste, 21 60124 Ancona
tel. 071 35814235

Tutti i diritti riservati. Copyright 2004 Regione Marche