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D’Elia Gianni
(Pesaro 1953 -) "Non per chi va" - "Canzone d’Ottobre" - "Libro Libero"

(da “Non per chi va”)

 

 

Non assaltare il concerto dell’acqua.

Rècalo ai tigli spiumati del piazzale,

alle gronde, ai tombini strillanti,

al mattone ubriaco del marciapiede,

e infila la chiave nel portone del padre.

I treni squassano la notte di brace,

singultano benevoli il perdono.

E il padre apre nel sonno gli occhi

Macilenti di brace come la notte.

Invita il figlio al digiuno, cane

Buono nel suono che assòna.

Friggono dal muro le ruote accese

Delle macchine lungo il sottopasso.

Ma tu l’amore riascolta e aspetta,

anche se la notte non fa più male.

Non assaltare il concerto dell’acqua.

Neanche la pioggia è da abitare



Canzone d’ottobre

 

O se nel fruscìo delle secche foglie

L’eco s’udiva delle lotte passate

Con quelle tante bellezze sperate

Nell’abbraccio ragazzo che accoglie

 

Tutte le cose state e mai state…

Ma nel pungore delle secche foglie

Le troppe perse inadempiute giornate

Frusciavano d’un’ ansia muta che toglie

 

Chi dalle case per quell’odore d’estate

Tardiva stupisce nel lento in penombra

Passo dei viali ingrottati nelle strade

Che una tiepida notte di giallezza ingombra…

 

 

 

Libro – libero

 

“E tu leggi il libro che ti legge

dentro come una sonda del pensiero,

se muove al meccanismo che ci regge

sulla pagina bianca il rigo

 

Perché  lo sai che leggere è pensare

mentre si legge tenendosi al vero

del proprio vivere e del prioprio immaginare

nelle lettere scritte il mondo intero

 

Perché ti puoi anche fermare, tornare

Indietro rifacendo il sentiero

Già fatto e alla moviola più bella ragionare

Senza dipendere da un fotogramma straniero.

 

Libro tu stesso che vuol dire libero

Atto in memoria vivente del passato

Più presente ch’è il futuro disegnato

Dal cuore e dalla mente in quel seguente

 

Rigo di frase o verso impressionato

Da chi scrive a chi legge perché sia ascoltato

Quel che tra leggere e scrivere è il parlare

Vivo in ogni opera scritta celebrato

 

E perché ancora tanto puoi imparare

Di tutto il bene fatto e tutto il male

Sempre da una all’altra rinviato

Perché ci spinga al meglio che è dato…

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