Un suggestivo viaggio tra testi e immagini per riscoprire la millenaria tradizione e l’intensa spiritualità della nostra regione.
Più di 20 pannelli e oltre 100 foto hanno raccontato le origini, le vicende, i luoghi, le tradizioni ed i tanti volti del fenomeno monachesimo che, a partire dal VII-VIII secolo, ha interessato tutta la nostra regione, penetrando attraverso i percorsi vallivi lungo gli antichi tracciati viari romani. Un fenomeno che ha modificato non solo i paesaggi, con le imponenti opere di bonifica attuate dai monaci, ma anche il tessuto economico, sociale e culturale del nostro territorio. L’ambiente, l’arte, il folclore, ma anche la tradizione eno-gastronomica rivelano ancora oggi, infatti, il legame profondo con una tradizione religiosa e spirituale che trova le sue radici principalmente nella matrice benedettina e nella diffusione della sua regola.
Le quasi 100 abbazie - presenti nelle Marche durante il periodo di massima espansione del monachesimo (IX-XIV sec.) ed ancora in buona parte visitabili – divennero nel tempo veri e propri “centri di potere” e “centri di propulsione culturale”, per i legami mai interrotti con le rispettive chiese madri e per il ruolo che gli stessi monaci ebbero nella diffusione dei testi scritti come anche dei saperi pratici (tecniche agricole, medicina, cucina, ecc.), condivisi con le locali comunità.
Ma le stesse abbazie sono anche capolavori di architettura, un’architettura sobria che, nello spirito del monachesimo, ben si inserisce nel paesaggio divenendone parte integrante.
Le tappe della mostra, promossa dalla Regione Marche e realizzata dalla Comunità Montana Esino-Frasassi, hanno consentito quindi di ripercorrere le storie e i luoghi di una tradizione ancora profondamente viva nella nostra regione e che si rivela ai nostri occhi portatrice di straordinari valori di attualità. Il percorso si è snodato in cinque sedi, una per provincia.
Prima tappa l’Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra. A seguire, l’Abbazia di San Michele Arcangelo; l’Abbazia dei Santi Ruffino e Vitale l’Abbazia di Santa Maria della Rocca; l’Abbazia di Sant’Elena. I contenuti della mostra, di carattere didattico e corredata da un ricco apparato fotografico, sono stati curati dal Servizio Cultura della Regione Marche con il coordinamento scientifico di Costanza Costanzi e Flavia Emanuelli.
Un lavoro a più mani, articolato in sei sezioni espositive, che ha evidenziato, in forma sintetica e divulgativa, il ruolo e l’importanza degli insediamenti benedettini nelle Marche. Oltre a fornire le caratteristiche generali del fenomeno, tra gli aspetti peculiari particolare spazio è stato riservato agli elementi costruttivi, planimetrici e tipologici che caratterizzano tali complessi architettonici; agli apparati decorativi, comprendenti il corredo scultoreo e pittorico; alla descrizione degli scriptoria, luoghi del monastero deputati alla scrittura e alla decorazione dei codici, nonché alla loro conservazione. Un tema specifico è dedicato al fenomeno del monachesimo al femminile, che vanta nelle Marche rilevanti presenze e una lunga tradizione, mentre un’altra sezione fa riferimento alle tipologie iconografiche dei principali santi e beati benedettini raffigurati nell’arte marchigiana.
A corollario ed integrazione dell’iniziativa espositiva, a cui fornisce approfondimenti e particolarità, notizie e suggestioni, è stato edito dalla Regione Marche il volume Il Monachesimo nelle Marche – Segni e suggestioni a cura di Flavia Emanuelli, Bianca Maria Giombetti, Marina Massa, Roberto Bernacchia, Roberta Tarini, Mauro Mei e Costanza Costanzi.

Strutturata sul modello dei tematismi ideati per la mostra e arricchita da un ampio apparato illustrativo, la pubblicazione è una sorta di breve ‘catalogo’, che la Regione Marche mette volentieri a disposizione del turista, del visitatore, del cittadino, per invitarlo a compiere un sorprendente viaggio tra spiritualità, arte, storia e paesaggio delle Marche.
La scheda tecnica del volume è disponibile in allegato.