Nel 2004 Corto Dorico si è trasformato in un concorso nazionale per cortometraggi: la prima edizione ha registrato subito un ottimo successo di pubblico, a dimostrazione che il capoluogo di regione era avido di cinema indipendente.
Al successo di pubblico, nel 2006 si è aggiunta la conferma della qualità della selezione operata dagli organizzatori e dal comitato artistico: tra gli 8 finalisti della terza edizione di Corto Dorico, due cortometraggi sono stati infatti successivamente selezionati tra i migliori cinque corti dell’anno al Premio David di Donatello (gli Oscar italiani), battendo la concorrenza di centinaia di corti. E proprio uno di questi due cortometraggi (Meridionali senza filtro di Michele Bia) si è aggiudicato il David 2007.
Nell’ultima edizione del concorso, la quarta, le conferme sono state addirittura “internazionali”: tra gli 8 finalisti di Corto Dorico 2007, uno (Lacreme Napulitane di Francesco Satta) ha ricevuto il premio della stampa di settore nel più importante festival internazionale di cortometraggi del mondo, quello di Clermont-Ferrand, in Francia; e un altro corto finalista (Il supplente di Andrea Jublin) è stato addirittura candidato all’Oscar 2008. Il concorso, oltre a premiare la qualità estetica del cinema breve italiano, promuove anche l’impegno civile nell’arte: Corto Dorico prevede infatti due premi, uno al Miglior Corto a Tema libero e uno al Miglior Corto a Tema sociale.
Fra le centinaia di opere partecipanti, Nie Wiem ne seleziona un ristretto numero, destinato al vaglio di un comitato artistico e, infine, alla valutazione definitiva di una Giuria di Qualità, che ha il compito di assegnare il premio al Miglior Corto a Tema libero ed eventuali Menzioni. A Nie Wiem invece spetta il compito di premiare il Miglior Corto a Tema sociale. Oggi il cortometraggio è l’unica forma cinematografica aperta a chiunque voglia comunicare un messaggio senza dipendere dalle perverse logiche di produzione e distribuzione che limitano la creatività e l’indipendenza dei nuovi autori. Il cortometraggio rappresenta quindi un laboratorio per nuovi stili, forme e contenuti.
Nie Wiem crede fermamente nelle potenzialità espressive del corto, sebbene sia cosciente che è necessario un accurato lavoro di selezione per individuare i talenti migliori, fra le migliaia di giovani, non sempre preparati, aspiranti cineasti. Per dare continuità al lavoro di promozione e diffusione del corto italiano, Nie Wiem organizza ogni anno “Lo Stivale Visionario”, una rassegna primaverile che ha l’obiettivo di mostrare anche quei corti che non hanno acceduto alla finale, ma che per la loro qualità meritano comunque di essere visti
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