Tra le ambiziose finalità che la Rassegna Libero Bizzarri si propone c’è quella di sensibilizzare i giovani, e non solo quelli, affinché approfondiscano la conoscenza del documentario quale straordinaria forma di comunicazione, che porta ad una percezione attiva e non ad una passiva ricezione di ciò che si osserva o che, attraverso le immagini, si vuole esprimere.
La Fondazione ha organizzato, dal 22 al 27 agosto 1994, la prima Rassegna del documentario italiano. La manifestazione ha avuto immediata risonanza in campo nazionale per le autorevoli partecipazioni e poiché si pone come l'unico evento per la rivalutazione e lo studio del documentario. Il 2003 è stato l’anno del Decennale. Per l’occasione il direttore artistico Italo Moscati ha scelto lo slogan Bizzarri dieci e lode come headline per tutte le iniziative che si sono svolte nel corso dell’anno.
Nel 2004, con l’undicesima edizione, si è scelto di trasferire in autunno la Rassegna-Premio per consentire una più attiva collaborazione con i giovani. Per la prima volta si è aperta un sezione della Rassegna riservata alle Università, Accademie, Agenzie di formazione, Scuole di ogni ordine e grado. Sono stati presentati lavori di ricerca-azione nell’utilizzazione del linguaggio cinematografico e dei sistemi della comunicazione per immagini, realizzati da Università, Accademie, Scuole.
Nelle undici edizioni gli appuntamenti non hanno avuto mai un carattere celebrativo, ma hanno rappresentato uno stimolo ulteriore per l’affermazione di una nuova politica di sviluppo del documentario italiano. Tale obiettivo si rende ancor più concreto e credibile, grazie alla valorizzazione di una nuova generazione di registi che stanno suscitando un notevole interesse nei più importanti festival italiani e nella programmazione dei principali canali tematici.
La dodicesima edizione 2005 si è caratterizzata per l’intento di congiungere la riflessione sulle contemporaneità del documentario ad una riflessione storica sul genere. Lo straordinario avvenimento che ha caratterizzato il Festival è stato l’incontro tra il regista Manoel De Oliveira, a cui è stato attribuito il “Premio Internazionale 2005 per il documentario”, e Michelangelo Antonioni, al quale il maestro portoghese ha consegnato il “Premio Nazionale 2005 per il documentario ”. Proposta di eccezionale originalità è stata la proiezione di tutti i documentari di Pier Paolo Pasolini, nel trentesimo della morte.
Nella quattordicesima edizione è nata la sezione sperimentale IL NOSTRO TEMPO È ORA, uno spazio di due giorni interamente dedicato ai giovani. Una rassegna nella rassegna rivolta a una fascia di età compresa tra 18 e 30 anni, interamente curata da un gruppo di ragazze e ragazzi in piena libertà. La ragione del Premio è il confronto sui nuovi linguaggi e i nuovi veicoli del documentario, guardati della prima generazione in grado di autoprodursi e autodiffondersi fuori e talvolta contro il mercato. I giovani sono stati i protagonisti.
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